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Questa è la mail che ho inviato ai giornali e ai mezzi di informazione, il 9 luglio 2011. La Notte Bianca di cui si parla si è svolta il 25 giugno, e sarò ricordata perché durante la notte tre ragazzi di Città di Castello hanno stuprato una ragazza quindicenne, vergine, di sant'Ippolito.
Ai tempi dell'antica Roma, quando
l'impero volgeva al termine, verso la sua dissoluzione,
c'era quella che si chiamava "l'atmosfera da basso impero", riassunta nel
binomio "panes et circenses" (che si può tradurre "mangiare e divertimento per
tutti")
Un impero si dissolve quando non ha più riferimenti comuni..
Oggi, qui tra noi, siamo già al basso Impero?
Vorrei diffondere un piccolo contributo di riflessione (o meglio, di proposta di
metodo) sulla Notte Bianca
unendomi e insieme separandomi dal coro:
A proposito della Notte Bianca fanese..
Volutamente in ritardo, rispetto ai tempi di reazione che ormai ci sono propri
dinanzi alle notizie, specialmente quelle che ci coinvolgono emozionalmente,
vorrei dare il mio contributo circa la notte bianca fanese e quanto è successo.
Io abito al Lido di Fano, e devo dire che ho passato quella notte con un
notevole senso di angoscia, mentre intorno a me il fiume umano si andava
ingrossando alla ricerca di divertimento e di emozioni. Mi risuonava in testa il
detto del profeta Sofonia “Guai alla città gaudente!”. E sentivo da vicino,
nella mia piccola via, rumori di bottiglie rotte e qualche bestemmia volante da
parte di chi non trovava da parcheggiare. Ecco cosa volevo dire il giorno dopo e
vorrei dire oggi dopo quindici giorni. Che sia successo uno stupro durante
quella festa è a mio parere un fatto gravissimo, ma purtroppo potrebbe rientrare
in una “normalità statistica” di una situazione quale si crea in questi casi.
C’è ormai sempre la “frangia impazzita” che non riesce a gestire il messaggio
“divertiti più che puoi” restando nella legalità e nel rispetto di sé e degli
altri. Il fattaccio è successo a Fano come poteva succedere in altre città e in
altre manifestazioni simili. E dire che adesso dobbiamo essere più attenti nel
prevenire e controllare, nel bloccare e nel reprimere è certamente una delle
cose che dobbiamo fare, ma non fermeremo così la direzione verso cui va il
mondo, specialmente quello giovanile. A metà festa vedo rientrare a casa mia
figlia, disgustata dai troppi ubriachi che c’erano in giro. E non da quel sabato
soltanto. Però non è inveendo contro quelli che sballano che risaniamo la
società. La riflessione va fatta dunque a raggio più ampio e vanno prese
decisioni che influenzeranno il nostro grado di civiltà. Io ritengo che sia
essenziale intensificare di molto le proposte positive e fattive in ogni
direzione. Non togliere qualcosa dal panorama del divertimentificio, ma riempire
quello che facciamo di contenuti umani, artistici, musicali, culturali,
politici.. Fano non sia più soltanto la città del divertimento ad ogni costo, la
Las Vegas del Nord delle Marche. Ci siano proposte di divertimento ma anche di
vita, iniziative di solidarietà e di incontro, in cui i giovani possano essere
ascoltati nel loro sempre più frequente disagio, ma anche aiutati a fare scelte
quotidianamente costruttive. Cominciamo a incontrarci, discutere e proporre
iniziative in cui le persone possano vivere dei valori, cose degne di essere
vissute, nelle quali giocare la propria vita.. Organizzando un’estate o un
singolo incontro, chiediamoci d’ora in poi: quali valori vogliamo trasmettere?
Quali sono i nostri intenti e i mezzi che mettiamo in campo? Troppo spesso a
livello politico, culturale, religioso, sociale noi operatori abbiamo un certo
pudore nel proporre cose di valore, mentre non ce l’ha chi spinge al
divertimento ad ogni costo. Solo tentando di arricchirci dentro, ci salveremo da
noi stessi!
Grazie se esiste qualche possibilità di pubblicazione!
Primo Ciarlantini, presidente dell'associazione culturale "Diogene"