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| 0 - PREMESSA IMPORTANTE |
Premessa fondamentale: QUESTE SONO IDEE E PROPOSTE, NON SCELTE PER UNA CHIESA ALTERNATIVA!
1. Non sono e non voglio essere Lutero: la mia.
la nostra Chiesa rimane sempre quella ed è una sola
Anche se a qualcuno può sembrare diversamente, io non
sono e non voglio essere Lutero. Tra l'altro non ho mai stimato molto il mio
ex-confratello agostiniano, sia a livello di pensiero, sia a livello di
comportamenti, anche se capisco la situazione in cui si è trovato e la totale
chiusura del Papa e della Chiesa di allora a prendere in considerazione
qualunque cosa egli dicesse!
Anche se è indubbio che aveva profeticamente ragione su molte cose, è anche vero
che la Chiesa Cattolica è una sola, è quella che abbiamo, pur con tutti i suoi
peccati, e che va riformata dal di dentro e non uscendo da essa. La casa, il
corpo, la vite, la famiglia, la barca e tutte le altre immagini della Chiesa ci
parlano di un organismo unico, dove lo Spirito grida con gemiti inesprimibili..
2. Secondo la prassi della Chiesa: proposte,
idee, e poi le decisioni a chi spettano..
Secondo la prassi antica della Chiesa, lo Spirito soffia
dove vuole e ognuno di noi deve dire quello che sente nel cuore: quello che
sente in profondità, veramente, non per caso né per sentito dire, non per
interesse personale o per sentimenti quali vendetta, odio o rancore o invidia..
Tutti siamo chiamati ad essere profeti nella comunità, ad annunciare ai fratelli
le esigenze di vita che scaturiscono dalla Parola di Dio letta e meditata con
amore, pagando prima di persona e poi cercando di correggere gli altri, ma
sempre mettendo in primo piano l'annuncio della verità e poi agendo con grande
attenzione, carità, rispetto e accoglienza verso le persone, secondo il detto
agostiniano: "Ama la persona e correggi il suo peccato".
Le decisioni invece non spettano a me o a chi si sente di svolgere questo ruolo
di annuncio e di spinta alla continua conversione cui il Signore chiama la sua
Chiesa. Se io arrivo a capire e quindi dico che nella logica del messaggio
cristiano il sacerdote, mediatore tra Dio e l'uomo, è uno solo (1Tm 2,5) e che
Gesù e i primi cristiani hanno abolito ogni "sacralità" concentrandola solo nel
cuore, laddove abita DIo Trinità e laddove avviene il dramma della salvezza o
perdizione di ognuno, questo non vuol dire che da domani i preti devono cessare
ogni ruolo sacrale (Messe, confessioni, benedizioni, ecc..).
Sarà la comunità gerarchicamente costituita, dal Papa all'ultimo dei cristiani,
a decidere, se ritiene opportuno, di valutare quello che dico, a farne oggetto
di ricerca e studio, e poi alla fine di farne oggetto di disposizioni concrete..
Nel frattempo vale quella che è la disposizione attuale..
D'altra parte però, per la ben nota "convinzione di Gamaliele" di Atti 5 (se
viene da Dio non serve opporsi, se viene dagli uomini cadrà da sola) la comunità
ecclesiale deve stare attenta a non prestare ascolto alle mie parole come a
quelle di chiunque altro parla, perché la verità è indipendente dalle persone e
anche dalla loro morale e Dio può parlare anche attraverso Balaam e la sua
asina!
3. Non voglio ragione o torto, non è una questione di
persone
Non voglio aver ragione o torto, anzi dico a chiare note
che chi si servisse di me per contrapporsi ai pastori della Chiesa o ad altri
cristiani avrebbe tutta la mia disapprovazione.
Qui si tratta di riflessioni, percorsi di studio, evidenziazione di quella che è
la natura più profonda della nostra fede e di tutte le sue esigenze.
Non si tratta di contrapporci fra noi, ma di cercare insieme. La nostra Chiesa
vuole essere "Cattolica" (universale) dove la diversità dei doni confluisce
meravigliosamente nell'unità della comunità: più che la "o" deve prevalere da
noi la "e".
Non perché io parlo ho ragione: assolutamente no! La ragione ce l'ha la verità e
sarà la verità a imporsi ai cuori, non la persona dell'uno o dell'altro.
4. Attenzione ai dinamismi oggettivi, sia quelli positivi
che quelli negativi
Con queste mie note io vorrei aiutare la mia Chiesa ha
riprendere un cammino di riflessione e a rimettere al centro i dinamismi
oggettivi ed effettivi che sono stati messi in moto da Gesù. Senza sconti, senza
eufemismi, senza addolcimenti.
Perché ci sono dinamismi oggettivi che scaturiscono da Gesù e dalla sua Parola e
contrapporsi ad essi è veramente non essere noi stessi: pensiamo al dinamismo
che scaturisce da "Amatevi come io vi ho amato" "amate i vostri nemici": il
nostro problema deve essere: come vivere e praticare questi comandi? non:
inutile parlarne e pensarci, tanto sono irrealizzabili!
Ma ci sono anche dinamismi oggettivi che, spesso sconosciuti, ci portano lontano
da Gesù mentre le nostre azioni sembrano così vicine a lui. Pensiamo a quel
monito di Gesù "Molti mi diranno in quel giorno: abbiamo mangiato e bevuto alla
tua presenza, e io dirò loro: lontano da me operatori di iniquità". Perché si
può essere religiosi seguendo uno stile di tipo "pagano" (dare alla divinità
qualcosa in termini di tempo, di comportamenti, di preghiere..) e credere di
essere cristiani.. Come quei bambini e le loro famiglie che fanno con devozione
la festa antica della Prima Comunione (in realtà festa antica del bambino che
entra ed è riconosciuto nella comunità degli adulti) e poi per mesi non pensa
più a vivere le conseguenze cristiane di quella festa, come la preghiera, la
frequentazione della comunità, l'ascolto della Parola, la pratica della carità,
ecc..
5. E se la comunità non accoglie favorevolmente le mie, le nostre parole?
Gesù dice chiaramente che il discepolo si deve aspettare persecuzioni. Se la comunità si sentirà a disagio con queste nuove domande e proposte, occorrerà interrogarsi sempre più profondamente se sentiamo queste cose come vere e sono solo affermazioni di chi ha riflettuto poco e con poco amore; ma fatto questo occorrerà essere disposti a pagare di persona, come ogni altro testimone, perché se le parole che diciamo sono vere diventino pian piano un vestito nuovo per la comunità tutta; se invece sono menzogne, ricadano soltanto sulla testa di chi le ha dette..
Ma in ogni caso occorre seguire l'impeto del proprio
cuore.
Perché è lì che potrebbe abitare lo Spirito. Specialmente se (come succedeva a
Geremia in Gr 20) senti che quelle cose non sono farina del tuo sacco, non
nascono da te, e che hai l'urgenza di dirle, senza altro interesse che l'amore
di Dio.