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| 1 - Gesù Cristo, criterio unico per ogni nostra cosa |
Ripartire dal Cristo. Darci Gesù Cristo come criterio
unico di vita, di speranza, di valutazione, di scelta, di tutto..
Proposta alla Chiesa: ripartire da Cristo, mettere Cristo come "criterio".
Radunarsi per capire la portata del Cristo per la propria vita e per la propria
eternità. E di ogni cosa chiedersi: cosa ne pensa Cristo? Cosa farebbe Cristo in
questa situazione?
Perché noi siamo cristiani, non solo uomini e donne religiosi..
"Senza di me non potete far nulla" (Gv 15,5)
"Io sono la Via, la Verità e la Vita" (Gv 14,6)
"Per me vivere è Cristo" (Fl 1,21)
"Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me" (Ga 2,20)
"Verremo a lui e faremo dimora presso di lui" (Gv 14,23)
"Ecco io sto alla porta e busso. Se qualcuno mi apre.. " (Ap 3,20)
1.1. Tendenza al "sincretismo",
al mettere insieme, nella religione, elementi di varia provenienza
Esatto o sbagliato la Chiesa Cattolica fin dai primi
secoli della sua vita ha avuto la tendenza a mettere insieme,
"cristianizzandoli", tutti gli elementi che riusciva a considerare "buoni" nelle
religioni che aveva intorno e nelle civiltà e culture in cui era immersa. In
questo modo la gente avrebbe assimilato meglio e più velocemente i nuovi
contenuti della nuova fede. Ci sono varie motivazioni positive per questo (o
almeno sono sempre apparse tali):
- tutte le manifestazioni buone dell'umano sono espressioni in qualche modo
dell'unico Spirito di Dio. Grandiosa visione che riconduce tutto all'unità
dell'unico Dio
- tutto ciò che prima di Cristo è stato fatto e senza riferimento a lui in
realtà è come una aspirazione a lui, un prepararlo, un "dire il Nome del
Mistero" in attesa che "il Mistero dicesse il suo Nome".
Tutte cose vere e che conservano la loro validità. Ma occorre oggi, dopo 2000
anni, fare un discernimento anche dei pericoli che questa impostazione ha
comportato e anche di un elemento biblico di cui non si è tenuto ben conto:
Il pericolo, spesso corso, e in cui spesso si è incappati, è che non il
Cristianesimo ha "cristianizzato" le espressioni umane e pagane, ma che il
Paganesimo ha "verniciato" di Cristianesimo le sue convinzioni, i suoi riti, le
sue cose, ma che nel fondo tali sono rimaste in gran parte, come tendenze, come
convinzioni e anche come ispiratrici della vita.. Pensiamo all'uso fatto per
secoli dai cristiani delle armi e della benedizione delle stesse: quale Stato
non si deve difendere? Quale guerra non si deve fare per la "giustizia" (o per
quella che ogni parte, spesso cristiana dichiarata, ritiene essere la
giustizia)?
L'indicazione biblica, esplicita tante volte nell'Antico Testamento, ma anche
presente nel Nuovo, era il monito di "non essere come gli altri popoli". Per
questo Dio aveva dato a Israele dei comandi che ci sembrano oggi terrificanti:
sterminare tutti gli indigeni per non rischiare di accogliere nella religione di
Jahvè elementi dei dèi della terra! E noi invece abbiamo fatto dell'"essere il
più possibile come gli altri popoli" la bandiera della cristianizzazione del
mondo.. Quando, peggio, non abbiamo cristianizzato il mondo scambiando per
"inculturazione" secondo il vangelo l'imposizione di una cultura su un'altra, ad
esempio di quella occidentale su quella americana, africana o asiatica.
Ora credo sia l'ora di passare ore e ore a valutare serenamente quanto nei
nostri pensieri e comportamenti ci sono posizioni e incrostazioni derivate a noi
da tradizioni umane, da usanze, da preconcetti e stereotipi ereditati dai padri
e dal mondo, e quanto invece ci chiede Cristo, che per prima cosa ha chiesto a
tutti di "convertirsi" e di non pensare "secondo il mondo"..
Questo non vuol dire che il principio non valga. Pensiamo
ai tesori di ogni genere che la Grecia e Roma hanno riversato nella nostra fede
e nella vita della Chiesa! Si tratta di "cristianizzare" veramente il mondo, non
di essere ridotti a sua immagine e somiglianza! Si tratta veramente
"ri-formare", dare forma veramente "cristiana" ad ogni cosa..
Credo che dobbiamo pensarci veramente su...
1.2. Gesù Cristo è "diverso"
Quando si parla di Gesù Cristo, quando si pensa a lui non
si può non tener presente che egli è diverso da tutti gli altri. Le sue logiche
non sono le logiche degli altri uomini. Per la maggior parte.
La frase che nel Discorso della Montagna è uno schiaffo alla storia, una
rivoluzione culturale, è una pretesa senza limiti, è:
"Ma io vi dico.."
Non voglio elencare qui tutte le "stranezze" di Gesù rispetto al comune pensare
degli uomini, al "buon senso". Ho fatto già qualcosa in questo senso nel
libretto "Meravigliosa pazzia" che potete trovare sul mio sito.
Gesù si inserisce in una tradizione che lo ha preceduto e preparato. Ma è
meravigliosamente diverso, sublime, inarrivabile. Anche a livello umano.
Pensiamo per chi lo ama Vivente e lo accoglie come colui nel quale l'Eterno Dio
dice eternamente se stesso, in una ineffabile paternità che si realizza in ogni
momento e senza alcun momento, nel presente per noi incredibile della sua
eternità!
Gesù è diverso, pensa diverso, propone diverso, e paga con la vita la sua
diversità..
Amare i nemici invece di odiarli, dare le cose del mondo senza tenersi nulla,
perdonare i peccati, abbracciare i lebbrosi, lodare Dio fuori dai luoghi
ufficiali di culto usando un po' di pane e un po' di vino, affidarsi al Padre
che nutre e protegge gli uccelli del cielo e i gigli del campo, mettere la
persona prima delle cose, prima addirittura del sabato, profanatore incredibile,
come lo definisce meravigliosamente Olivier Clément (rileggiamo - o leggiamo -
"L'altro sole", l'autobiografia di questo straordinario protagonista del '900!
Si trova anch'esso sul mio sito..).
Rileggiamo - o leggiamo - la "Leggenda del grande Inquisitore" (anch'essa
ripresa da me nella mia opera 'Vi presento tre amici' che trovate sempre sul
sito): è vero che la Chiesa è l'organizzazione che nei secoli si è occupata di
"rendere ragionevole" Gesù, di dare inquadratura umanamente sostenibile alle sue
pazze tesi? E' vero che Gesù è il quadro bello e affascinante da far vedere alla
gente, ma poi "all'organizzazione vera del mondo ci pensiamo noi"?
Provocazioni, certo. Ma Gesù è diverso. E' diverso ad ogni passo del suo
Vangelo. E stupisce, non finisce di stupire: folle, discepoli, avversari,
farisei, sacerdoti, pagani..
E' ora di chiederci, di chiederci a lungo: è questo diverso al centro della mia
vita, della nostra vita? Oppure una sua immagine addomesticata? O peggio
tradizioni e usanze che credono di rifarsi a lui ma sono spesso più una
rilettura (e forse un tradimento) di lui alla luce della nostra "pre-comprensione"
secolare della divinità, del mondo, dei rapporti umani?
1.3. Gesù Cristo, "occhiali" dei credenti
Usiamo un'altra immagine per comprendere cosa voglia dire
fare di Cristo il "criterio" unico. Chi usa occhiali da sole sa che il mondo
prende un altro colore se si portano quegli occhiali oppure no. Se io, come dico
sempre, mi facessi fare degli occhiali con delle lenti colorate di rosa, vedrei
tutto "pinky"!
E se paragonassimo Gesù-criterio a un tipo di occhiali il cui colore è unico e
irripetibile? "Vi dò la pace, vi dò la mia pace, che il mondo non può dare e non
conosce": egli è il Profeta che "legge" Dio e il mondo, la storia e l'uomo in un
altro modo, un modo che consegna a noi discepoli, perché noi vivessimo con lui..
Facciamo un esempio "estremo": sei davanti al cadavere di tua madre morta adesso
in un incidente che non ti aspettavi. E tu, credente, magari catechista, non sai
che dire, che fare, dove sbattere la testa. Credevi di credere, e all'improvviso
ti senti la testa vuota. E allora devi decidere se guardare quel corpo straziato
e senza vita con i tuoi occhi quotidiani, i tuoi occhi umani, fatti di amore, di
tenerezza, di consuetudine oppure se inforcare prima possibile Cristo-occhiali:
e allora vedi un essere che non è morto ma chiamato adesso ad essere trasformato
in un'altra vita e un'altra dimensione; e allora senti risuonare parole "Io sono
la Vita; chi crede in me anche se morto vivrà.."; e allora sai che "tutto
coopera al bene per coloro che amano Dio", anche quel terribile momento...
E quello che ho detto di questa situazione terribile vale per ogni cosa della
nostra vita: cosa dice Gesù di questo momento, come lo vivrebbe lui, come mi
propone di viverlo?
1.4. "Evangelio sine glossa": spietati...
C'è una espressione per me privilegiata lungo la storia,
quella di Francesco d'Assisi: "Evangelio sine glossa". Il Vangelo senza
commento, senza "umanizzazioni", senza "normalizzazioni". E se non lo riusciamo
a vivere così, non "ammansiamolo", ma riconosciamo semplicemente la distanza tra
la nostra vita e l'ideale che Cristo ci propone. E impegniamoci a camminare
verso quell'ideale, costi quello che costi, qualunque sia la lontananza in cui
siamo collocati..
Il Vangelo non commentato, senza sconti: amare i nemici, punto. Dare ai poveri,
punto. Avere fiducia nel Padre, sempre, comunque e dovunque. Dire la verità a
tutti, sempre. Mettere la persona al primo posto, sempre. Dare a Dio il primo
posto, sempre. Con lui e come lui sulla croce aprire gli occhi affidando al
Padre il nostro respiro, e chiudere gli occhi alla sera con la stessa offerta e
preghiera..
Ognuno può continuare a fare tutte le riflessioni che gli vengono da questo
principio. Non è difficile. Il Vangelo è tutto così!
Che ne dite di essere "spietati" nel seguire Cristo
mettendo in discussione prima di tutti noi stessi e poi la nostra comunità, il
nostro gruppo, la nostra parrocchia, la nostra diocesi, la nostra Chiesa?
Senza sconti: tanto pronti ad accogliere e comprendere le persone (mai
giudicando il loro cuore) ma anche ad affermare Cristo come criterio unico
necessario della vita..
1.5. Parlare usando la Parola..
C'è una proposta molto concreta che faccio da anni e che in questo contesto andrebbe benissimo. Naturalmente a mio parere. Capisco che se non ci si comporta con tatto, delicatezza e senso dell'equilibro tutto questo saprebbe di fanatico, di bigotto e quant'altro. Ma purtroppo questo è un pericolo che corriamo quando parliamo di tutte queste cose. Il confine tra il profeta e il matto è sempre così labile; e troppi matti ci sono in giro, perché si creda che qualcuno sia un profeta. E mi pare che la stessa cosa sia successa allo stesso Signore Gesù!
E qual è questa proposta? Quella di usare la Parola di
Dio (e anche, dipendentemente, la parola della Chiesa) per sostenere le nostre
tesi o le nostre scelte o le nostre proposte. Discutiamo e appoggiamo sulla
Parola quello che diciamo.
Questo metodo, ad esempio, era usatissimo da sant'Agostino. Egli inchiodò i
Donatisti nella Conferenza cartaginese del 411 proprio usando questo metodo:
datemi dei testi biblici in cui si dimostra che la Chiesa è composta solo di
santi e non anche di peccatori, almeno nel suo cammino terreno, e dimostratemi
con la Bibbia che la Chiesa è finita su tutta la terra eccetto che in Africa. E
queste erano le tesi dei Donatisti, che alla fine dovettero riconoscere che la
dottrina biblica e cattolica era un'altra. E lì finì lo scisma.
Se ci si fosse basati sugli argomenti su cui si basavano quegli eretici,
argomenti di tradizione, di convenienza, di usanza, di opportunità, ecc.. forse
non si sarebbe giunti a nessun chiarimento!
Per esempio: biblicamente come si sostiene che i vescovi devono portare la mitria (il loro cappello solenne) o lo zucchetto, o il pastorale, e che i cardinali devono vestire di rosso? O meglio biblicamente come si sostiene la figura del cardinale? E via di questo passo..
1.6. Criterio Cristo e criterio Chiesa
Qualcuno obietterà subito: la Chiesa ha ricevuto da
Cristo il potere di legare e di sciogliere, quindi la Chiesa ha lo stesso potere
di Cristo di stabilire le regole della sua vita e della vita degli uomini. In
parte non può che essere vero, quelle parole ci sono nei Vangeli. Ma dobbiamo
ricordarci che la Chiesa non è sopra Cristo: è la sua Sposa e suo Corpo, ma vive
con lui e di lui. E uno degli episodi più determinanti in questo senso, Matteo
16, l'attribuzione a Pietro del primato nella comunità, è terribile nel
ricordarci subito dopo, nel prosieguo dello stesso capitolo che Pietro può
essere Pietro o Satana a seconda se pensa secondo Dio o secondo gli uomini. E
non dimentichiamo che in Luca 22 Gesù prega per Pietro perché la sua fede non
venga meno, e solo quando sarà confermato egli diventerà garanzia per la fede
dei fratelli.
Vero dunque che è la Chiesa alla fine (intesa come comunione universale di
pastori e popolo di Dio, e non solo di Papa e vescovi o preti!) che deve
decidere concretamente il da farsi, ma è anche vero che deve farlo sempre in
obbedienza allo Spirito di Cristo e non di testa sua,
non della sua "testa umana", deve farlo in continua conversione, pensando prima
alla trave del proprio occhio e poi alla pagliuzza nell'occhio del fratello,
ecc..
La Chiesa è un criterio, ma se chi svolge servizio profetico nella Chiesa avvisa
la stessa Chiesa che il suo criterio sta andando contro il criterio Cristo, la
Chiesa deve convertirsi, interrogarsi, tornare indietro se necessario..
E io sono profondamente convinto che in larga parte della
sua impostazione la Chiesa all'inizio di questo terzo millennio debba rivedersi,
adeguarsi sempre più al Cristo, incarnare nel mondo la sua Parola e la sua
carità..
E' per questo che propongo, e continuerò a proporre..
Spero di non rimanere solo in questo..
1.7. Come esempio, proviamo a farci qualche domanda senza fermarci davanti a nulla..
Senza dare nulla per acquisito o scontato, proviamo, così, ad esempio, a farci delle domande tenendo presente Gesù Cristo come unico criterio (sono cose così alla rinfusa, scritte come sono venute in mente):
- il Vaticano: su quale parola o esempio di Cristo si sostiene che il Papa debba essere anche capo di uno stato temporale?
- quale Parola giustifica e motiva la costruzione e gestione delle chiese, dei luoghi di culto di fronte a Gv 4,23-24?
- I beni temporali della Chiesa: su cosa appoggiare il diritto ad avere titoli e azioni, o cose del genere?
- Come valuta Gesù il nostro capitalismo, in relazione anche alla povertà dei 4/5i del mondo?
- Come si concilia il Rosario (e altre preghiere che usano molte parole) con la parola del Signore che dice "E quando pregate non moltiplicate parole come fanno i pagani che credono di essere esauditi a forza di parole" (Mt 6,5)
- Chi ha detto che bisogna "confessare" i peccati, visto che nel Vangelo si parla solo di perdono dei peccati (e non di relativa, necessaria confessione)?
- Perché si continua a dire che il primo dovere del cristiano è andare a Messa quando Gesù e i suoi hanno parlato (praticamente esclusivamente) dell'annuncio della Parola e della fede? Quanti cristiani battezzati sanno a tutt'oggi che la Parola di Dio li riguarda personalmente e direttamente, prima e più che andare alla Messa?
- "Erano un cuore solo e un'anima sola": di quanti credenti, o di quanti battezzati, questo è il programma di vita?
- In tempi di crisi così evidenti, i cristiani stanno cominciando a pensare di condividere il loro stipendio con chi non ne ha?
ecc.. ecc..