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| 20 - Angeli e Demoni |
20.1. Un problema complesso.
Che argomento scottante! Ogni volta che ne parlo, sento quasi un disagio interiore. Mi riferisco all'annoso problema di Angeli e demoni, così complicato da questioni culturali e cultuali, dall'intreccio di culture e religioni, di mentalità ed esperienze vere o presunte..
Ovviamente in questa sede posso solo accennare a qualcosa che per me è importante. E come sempre quello che voglio fare è, se ce ne fosse bisogno, segnalare alla mia Chiesa Cattolica che esiste anche questa problematica, e dire, e gridare che occorre fare luce anche su questo, occorre dare delle risposte più chiare ai credenti e non credenti, risposte sul piano della conoscenza, e risposte sul piano celebrativo..
Mi dà l'impressione che la Chiesa, non sapendo che pesci prendere, come si dice, lasci le cose andare un po' come ognuno sente in coscienza di farle andare: e quindi andiamo da credenti che non credono assolutamente all'esistenza e all'azione di angeli e demoni, a credenti che li venerano, ne parlano ogni giorno, e per i quali l'esistenza di fede è assolutamente inscindibile da queste "presenze".
20.2. Alcuni punti fermi.
Tentiamo, come sempre, di mettere giù alcuni punti fermi e alcune suggestioni che possono servire di base per un dialogo comune di ricerca che, a mio modo di vedere, all'inizio del terzo millennio, è urgente fare, con carità, con pazienza, con lunga ricerca e soprattutto senza pregiudizi e blocchi previi, di chi dice che le cose "stanno così" e basta!
20.3. Uno "spazio intermedio popolato"
Per tutto il mondo antico, per tutte le religioni (praticamente tutte le religioni della terra, a mia conoscenza) lo "spazio intermedio" tra l'umanità e la divinità è "popolato" all'infinito di "esseri intermedi", anch'essi a volte considerati di natura divina, ma inferiore alla divinità, e di atteggiamento positivo nei nostri confronti (angeli) o negativo (demoni). Nell'antica Grecia il "daimon" per esempio era la scintilla divina che anima ogni persona umana, ma anche ogni realtà creata: alberi, fonti, monti, stelle, animali, ecc..
Tutto questo ha certamente origine dal fatto che l'uomo antico non conosceva tante cose del mondo che gli era intorno, per cui ogni fenomeno sconosciuto che incontrava tentava di classificarlo come espressione e presenza di una qualche potenza invisibile. D'altra parte l'esperienza per esempio di bestie feroci, o di grandi eroi, o l'esistenza stessa degli antenati, tutto per lunghi millenni convogliava a pensare l'universo "abitato" da esseri intermedi, buoni e cattivi, da cercare di ingraziarsi o di allontanare con riti cosiddetti "apotropaici"...
20.4. Gesù, gli angeli e i demoni.
Come di tante altre cose, così anche di questa Gesù Cristo ha fatto "piazza pulita" di queste entità. Nell'universo ci siamo solo noi e Dio. Piazza pulita, ma non completamente. Infatti nel Vangelo, seppure in misura enormemente ridotta rispetto alle religioni circostanti, si parla ancora di "angeli" buoni, ma soprattutto si parla di "Satana" e dei suoi angeli, quel "potere del male" che è uno degli obiettivi della lotta del Cristo. La sua stessa passione è lotta contro "il principe di questo mondo". Gli angeli invece appaiono soprattutto (anche se non esclusivamente) nei momenti di maggiore "penombra" del Vangelo, laddove in qualche modo cielo e terra si "toccano", avvolti nel "mistero" che ci supera. Mi riferisco agli eventi della nascita e infanzia di Gesù e agli eventi della Pasqua, risurrezione e ascensione del Signore. Durante la sua vita pubblica invece, ben poco.
Ora
bisogna essere onesti con i testi che abbiamo e non possiamo far finta che
queste espressioni non ci siano, che queste esistenze non siano menzionate.
Ma uno
studio attento e lungo dovrebbe chiarire finalmente se si tratta di "modi di
parlare" ereditati dalla tradizione (come Gesù e gli Apostoli fanno anche su
altre cose) e quindi non di una "affermazione" facente parte del "nucleo" della
rivelazione, o invece se si tratta di rivelazione vera e propria... L'angelo
infatti, nella tradizioni biblica, è spesso Dio in quanto rivolto all'uomo e
rivelato all'uomo. Pensiamo ai tre angeli di Gn 18, alle querce di Mambre, che
poi sono "il Signore". Del resto già Agostino diceva "angelo è nome di servizio:
vuol dire annuncio del Signore".. Annuncio del Signore, forma visibile (in
qualche modo) della volontà di Dio, presenza significata e simbolizzata del
divino, o esistenze personali, libere, intelligenti, coinvolte nella nostra
storia? Ho l'impressione che la teologia "fugga" un po' dal prendere posizione
su questo argomento..
20.5. Il dato storico di una non-definizione chiara della loro esistenza
E la mia meraviglia aumenta quando vado ad analizzare la tradizione storica della nostra Chiesa. Non credo ci sia una "definizione" precisa di fede dell'esistenza di Angeli e demoni. Nella professione di fede non ci sono. I Padri della Chiesa ne parlano in termini tradizionali, usando le parole della Bibbia, e usando tante convenzioni espressive della loro tradizione culturale. Per loro indubbiamente il problema non si poneva: queste esistenze ci sono e basta!
Ma poi osserviamo lungo la storia una curiosa oscillazione nei testi ufficiali, nella riflessione e anche nella celebrazione della Chiesa. Da tempi in cui si celebravano varie feste in onore degli angeli, adesso ci siamo ridotti a due: il 29 settembre in cui sono state riunite le feste dei tre "arcangeli", Michele, Raffaele e Gabriele, e il 2 ottobre con la memoria degli "angeli custodi", questi esseri cui ognuno di noi sarebbe affidato dalla nascita alla morte, eredi e discendenti diretti del "daimon" greco e degli "angeli delle nazioni" di origine iranica e orientale..
Io ragionerei così: se ci sono, se sono così importanti, se si svolge questa lotta tra buoni e cattivi, e noi in mezzo, non è il caso di parlarne di più, di dedicare loro dei documenti ufficiali, di celebrarli in maniera meno generica? E perché questo progressivo "ritirarsi" dellla loro considerazione nella Chiesa? Se non erro, non mi pare che si parli di loro nei documenti del Concilio, se non anche lì in maniera tradizionale...
20.6. Una situazione "quasi indistricabile"
Io personalmente sono giunto alla conclusione che la tradizione culturale è ormai indistricabile, nella rivelazione, dall'affermazione di fede. E quindi, siccome angeli e demoni sono parole cariche di significato per i credenti, una nella direzione della comunione con Dio e l'altra nella direzione dell'opposizione a Dio, noi possiamo parlarne liberamente, come il nostro cuore di credenti ci detta, senza una linea ufficiale costringente della nostra Chiesa. Quello che sappiamo è che il Vangelo ne parla, ma ne parla in maniera diversa dagli Ebrei e dalle altre religioni, che soprattutto Dio è più potente e più importante di ogni angelo e ogni demone, che gli angeli, se ci sono come entità personali, pregano per noi e ci suggeriscono di seguire Dio e il suo amore, e che i demoni se ci sono ci suggeriscono di opporci a Dio, di affermare noi stessi fino al disprezzo degli altri e di Dio.
Ma su questo argomento vorrei tanto che la nostra Chiesa iniziasse un confronto e un dibattito serio, per arrivare ad illuminare meglio le coscienze di tutti noi...