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| 23 - Andiamo missionari sul territorio |
23.1. La Chiesa per sua natura è missionaria (Concilio Vaticano II, Dichiarazione 'Ad Gentes', n. 4)
Così recita il documento conciliare sulla missionarietà nella Chiesa. La Chiesa, la comunità visibilmente convocata dal Risorto, non è se stessa se non è missionaria. "Andate" dice Gesù ai discepoli prima della Pasqua, "Andate" lo ripete dopo la Pasqua, "Andate" lo dirà sul monte come sua ultima parola prima di salire al cielo (Mt 28).
Per secoli la Chiesa ha identificato questa missionarietà come "ad extra" fuori di se stessa e anche fuori del mondo e della civiltà "occidentale". Il mondo occidentale era formalmente cristiano quasi al 100%.
Ma i tempi sono cambiati, oggi non è più così, e la Chiesa, all'inizio del terzo millennio, è chiamata a riscoprire con forza la sua natura missionaria, perché i confini della Chiesa non sono più quelli della società in cui vive. Tanti, troppi si professano non cristiani. E anche quelli che si professano tali spesso conoscono pochissimo della loro fede e dei loro diritti-doveri di credenti.
Una delle riforme più urgenti è che la Chiesa si riscopra veramente missionaria e quindi nei suoi programmi oserei dire quotidiani ci deve essere spazio per iniziative concrete di missionarietà, dalla preghiera che abbracci sempre tutti, all'attenzione umana e cristiana verso tutti, alla parola esplicita che faccia risuonare il nome di Dio in Cristo laddove viviamo e siamo e poi in collegamento con più spazi e tempi possibili...
23.2. Espressamente ("tematicamente") annunciatori, e non solo con l'esempio
Propongo alla mia Chiesa, a tutti i credenti della mia Chiesa Cattolica, fratelli e sorelle, di cominciare a pensare che l'annuncio di Cristo al mondo, con le parole e con le opere, "dipende anche da me".
E non basta, come sostengono molti, l'esempio silenzioso.
Che spesso è pretesto per la paura, la vergogna, il dubbio e il disimpegno.
San Paolo è chiaro: come crederanno se nessuno annuncia? (Rm 10) E non bastano
il Papa, i Vescovi e i preti ad annunciare.
Occorre essere espressamente con le parole e con le opere, con le opere forse prima di tutto, ma anche con le parole, ad amici, compagni, collaboratori, persone incontrate per caso, occasioni le più diverse della vita, occorre essere Parola di Cristo fatta carne oggi: Parola che consola, che interroga, che rimprovera, che esorta e che chiama all'amore..
Se ad un amico muore una persona cara non basta che tu
gli fai le condoglianze, ma sarebbe bellissimo se con coraggio gli annunciassi
anche la tua fede nel Cristo che è la Vita e ha vinto la morte.
Se due persone litigano fra loro sarebbe bellissimo se tu sapessi parlare di
perdono e di accoglienza vicendevole sulla parola di Cristo che ha posto nel
perdono la nota più caratteristica del suo progetto sull'uomo concreto di ogni
giorno.
E così via.
23.3. Cattolici e altre realtà, come i Testimoni di Geova
Avranno i loro limiti e i loro difetti, come ce li abbiamo tutti noi, ma io credo che in questo momento della storia i Testimoni di Geova e altri come loro sono passati avanti a moltissimi di noi. Essi vanno, obbediscono al comando del Signore di andare, e sono disposti a prendersi insulti e umiliazioni per il suo nome. E spesso da credenti come noi.
Cerchiamo di giudicare con oggettività, non con
pregiudizi! Non parliamo di religione "che è da sempre la nostra". Perché con
questo discorso (che facevano i Giudei a Gesù e ai primi cristiani) il
Cristianesimo stesso non potrebbe esistere. Neanche la Chiesa Cattolica!
E senza pregiudizi osserviamo che loro vanno e noi normalmente no (se si
eccettua qualche lodevole caso tra noi)..
23.4. Samaritani del mondo
In modo tutto particolare, l'essere missionari e l'essere chiamati ad esserlo in tutti i giorni della nostra vita, deve fare di noi i Samaritani del mondo, cioè coloro che "si fanno carico" del mondo. Quindi non solo un annuncio a parole, ma quell'annuncio che si fa solidarietà, attenzione, ascolto, collaborazione e apertura alla speranza..
Il Samaritano, prima di accostarsi all'uomo ferito che giace in mezzo alla via (Lc 10,25-37), dice Gesù, "ebbe compassione", la stessa compassione che in Mt 9 ha Gesù sulle "folle sfinite come pecore senza pastore". Il missionario è chiamato ad aver compassione del mondo, a farsi vicino agli altri per scelta, a farsi carico di gioie, dolori, disillusioni e speranze, per dire fattivamente a tutti che è possibile essere felici, basta abbracciare Cristo, Fonte, Mezzo e Fine di ogni felicità.
E ogni cristiano, bambino, laico, prete, adulto, uomo, donna, anziano, ogni cristiano è missionario, se vuole essere cristiano!