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Qualche parola sull’incontro della Scuola della Parola di lunedì. L’ho definito “Primo Intermezzo Tecnico” e la domanda è stata: Cos’è e come è fatto il libro della Bibbia? Sapevate tutti che “Bibbia” non è un libro ma una biblioteca (Biblìa, in greco plurale di biblìon=libretto)? C’è un elenco ufficiale dei libri che la compongono, detto “Canone” (Elenco e insieme Regola). Di canoni biblici ce ne sono diversi ma i più importanti sono quello ebraico (24 libri) e quello cattolico (72/73 libri). Gli ebrei dividono la loro Bibbia nei libri della Toràh (Legge), dei Nebiìm (i Profeti) e i Ketubìm (gli altri scritti), per cui la chiamano “Tànak”. I cattolici hanno due parti: Antico e Nuovo Testamento, divisi in libri (45+27). I libri divisi in capitoli (Stephen Langton 1226), i capitoli in versetti (Robert Estienne 1555), i versetti in “stichi” (frasi dei versetti). Gli ebrei hanno fissato il loro canone nel sinodo di Jamnia del 99 dopo Cristo. Un canone cattolico era già a Roma nel 177 (Canone Muratoriano), fissato con più precisione nel Concilio di Cartagine del 397 e poi nel Concilio di Trento nel 1546. Perché sapere queste cose? Beh, è il nostro libro di famiglia. Dobbiamo tramandarci queste e tante altre cose fra le generazioni. Un atto di amore pure questo.
Mi raccomando di pregare mattino e sera Luca 23,46, con Gesù sulla croce: “Abbà nelle tue mani affido la mia vita”.
Appuntamento di secondo livello (Lectio divina) giovedì alle 21, con la stupenda prima lettera di Pietro. Per collegarci sempre meet.jit.si/VediamociConPrimo. Non c’è bisogno di collegarsi sempre, ma crescere insieme è bello. Coraggio, fatevi vivi..