3 settembre 2026
Is 52,13-53,12: Il mio Servo.. Quarto canto
Siamo dunque giunti al cuore per eccellenza del libro del secondo Isaia, ma forse anche di tutto Isaia e uno dei vertici assoluti della profezia dell’Antico Testamento, per una formidabile chiave di lettura del Nuovo Testamento. Abbiamo visto gli altri tre canti del Servo (Is 42,49,50) e ora il quarto, il più lungo, il più complesso, che interroga coscienze da 2500 anni. Anche noi ci siamo chiesti: chi sarà mai questo servo? Per Israele per gli altri non ci si capisce niente e alla fine tendono a dire che deve ancora venire. Per noi cristiani, credenti in Gesù ci sono pochi dubbi: si tratta della profezia della passione e risurrezione del Signore. E’ profezia: ne dice il senso, ne annuncia la portata. E già Gesù stesso e i suoi Apostoli ed Evangelisti ne erano consapevoli e in quella direzione leggevano questo passo e lo annunciavano..
Lunedì abbiamo dato alcuni interrogativi e chiavi di lettura su questo meraviglioso brano e lunedì prossimo ci torneremo per assimilarlo meglio. Ecco il brano e poi le chiavi di lettura:
[13] Ecco, il mio servo avrà successo, sarà onorato, esaltato e innalzato grandemente.
[14] Come molti si stupirono di lui – tanto era sfigurato per essere d’uomo il suo aspetto e diversa la sua forma da quella dei figli dell’uomo -,
[15] così si meraviglieranno di lui molte nazioni; i re davanti a lui si chiuderanno la bocca, poiché vedranno un fatto mai a essi raccontato e comprenderanno ciò che mai avevano udito.
[53,1] Chi avrebbe creduto al nostro annuncio? A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore?
[2] È cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere.
[3] Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia; era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.
[4] Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori; e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato.
[5] Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
[6] Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti.
[7] Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca.
[8] Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; chi si affligge per la sua posterità? Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi, per la colpa del mio popolo fu percosso a morte.
[9] Gli si diede sepoltura con gli empi, con il ricco fu il suo tumulo, sebbene non avesse commesso violenza né vi fosse inganno nella sua bocca.
[10] Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori. Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione, vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo suo la volontà del Signore.
[11] Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza; il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà le loro iniquità.
[12] Perciò io gli darò in premio le moltitudini, dei potenti egli farà bottino, perché ha spogliato se stesso fino alla morte ed è stato annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti e intercedeva per i colpevoli.
Chiavi di lettura e di osservazione proposte:
1) Questo brano unisce in modo straordinario la vita e la morte: il servo è ucciso portando i peccati di tutta l’umanità, eppure il Servo sarà vivo, vivo per sempre e le moltitudini del mondo saranno per sempre sue, sua eredità da parte di Dio, perché ha compiuto la sua volontà! Straordinario e insieme indecifrabile! Sembra quasi che più è morto e più è vivo..
2) La sofferenza del Servo è una sofferenza “vicaria”: sembra soffrire e morire da solo ma siccome è pieno di Spirito Santo, della vita invincibile e immortale di Dio, egli porta con sé nel suo dolore nella sua gloria tutti noi: egli soffre “per” noi, al posto nostro, sulle sue spalle tutto il peccato del mondo..
3) Nella sofferenza il Servo soffre veramente, non è un fantasma (come ha detto qualcuno lungo la storia): egli ha vissuto un “intimo tormento” (v. 11): nel suo cuore una vera sofferenza, come veri sono tutti i suoi sentimenti, soprattutto la compassione e la misericordia, ma anche lo sdegno e la forza..
4) Per mezzo di Ciro il Signore riconduce Israele, ma ormai questa è ben poca cosa e solo una anticipazione: per mezzo del servo si compie quanto il secondo Isaia annuncia fin dall’inizio del suo libro: a Dio sono destinate tutte le nazioni e per sempre, egli è il Dio unico di tutta la terra e tutto avverrà per mezzo del suo servo: egli è il vero e unico Mediatore tra Dio, l’universo e la storia (1Tm 2,4-5).
5) Il futuro del servo non è tenebre, come quello degli uomini, ma è luce, luce infinita ed eterna: spogliato fino alla morte è stato rivestito di eternità.
6) Sembra non bello, e invece è di una bellezza accecante perché, come sappiamo, nulla è più bello, armonico, vivificante, della giustizia soprattutto pagata di persona..
