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24 Novembre 2025
203.Lunedì 24 Novembre 2025
Preistoria biblica – Genesi 10-11- Popoli, Babele, Terach
Con questa settimana chiudiamo il cammino della Scuola della Parola iniziato quasi cinque anni fa (febbraio 2021). Siamo agli ultimi due capitoli di quella che chiamiamo “preistoria biblica”, dalla prima creazione ad Abramo (Genesi 1-11).
Gli ultimi due capitoli, il 10 e l’11 sono dedicati a tre argomenti principali, in tre parti:
1) Gn 10: la tavola dei popoli della terra nati dai tre figli di Noè, Sem, Cam e Iafet. Chi li ha contati dice che sono 72, un numero diventato simbolico dell’insieme dei popoli della terra. Per noi anche il numero dei libri della Bibbia o il numero dei discepoli inviati da Gesù in Lc 10. Sono i “Patriarchi postdiluviani” che secondo gli antichi racconti si spandono su tutta la terra.
2) Gn 11,1-9: di nuovo gli uomini “attentano al cielo”, vogliono farsi un nome che tocchi il cielo, quindi di nuovo l’uomo tentato di essere il dio di se stesso. Ed ecco la torre alla fine della Mesopotamia, nel paese dei Sumeri, nella città chiamata Bab-Ilani, Porta del cielo, secondo la loro convinzione luogo attraverso il quale passa l’asse portante dell’universo dalla terra al cielo. Torri simili ci sono ancora oggi, sono le cosiddette “zigguràt”, che come sappiamo servivano per salire in alto a osservare le stelle o a mostrare stupendi giardini pensili, una delle sette meraviglie del mondo antico.
Ma di nuovo Dio non tollera questa arroganza (attribuita dalla tradizione in particolare al re fondatore di Babilonia e Ninive, Nimrod, citato in Gn 10,8-9, che nel film di John Ford (“La Bibbia”) sale in cima alla torre e lancia la sua freccia in direzione del cielo sopra di lui. E allora ecco che Dio confonde le loro lingue e Babilonia invece di essere luogo di incontro e di unità di tutti i popoli diventa per sempre sinonimo di Confusione e prostituzione e tale rimarrà fino alla fine della tradizione biblica, Ap 18, passando per i profeti.
3) Gn 11,27-32. Ma è ormai ora di cambiare pagina, di iniziare una nuova storia, scritta in qualche modo “a quattro mani” tra Dio e l’uomo. L’iniziativa parte da un capo tribù pastore e nomade, Terach, che esce con i suoi da Babilonia e seguendo la “mezzaluna fertile”, lungo tutta la Mesopotamia, da Babilonia all’Egitto (ricordiamo la mezzaluna musulmana!) si trasferisce a Harran nell’alta Siria di oggi. E da lì partirà suo figlio Abramo per la grande avventura che dura fino ad oggi!
