5. Is 41,21-29: Idoli, nulla…
Nella lectio divina di giovedì scorso, l’ultima pericope (brano) di Isaia 41: l’invito a farsi vivi, a saper gestire quella storia che Jahvè gestisce “da Signore” è rivolto agli idoli e a chi li sceglie.
La sfida è sul tempo e la storia, su presente, passato e futuro.
Mentre continua la presenza invisibile, ma continua e totale, del Dio d’Israele, che, dice, ha fatto tutto e sempre “per primo”: l’annuncio, la realizzazione, la promessa verso il futuro per ogni cosa..
Jahvè (e i suoi profeti) sfidano gli idoli (e i loro adoratori) ad un dibattito quasi processuale: annunciare, portare prove, dimostrare..
Perché Jahvè ha le carte in regola: “io ho suscitato uno dal settentrione..”, “per primo l’ho annunciato a Sion”, “ho inviato evangeli, buone notizie..”..
Siamo sul terreno della storia concreta, di ciò di cui sarà sostanziato il futuro, di ciò che va raccontato del passato (se c’erano, se ne erano protagonisti!): Jahvè invisibile ma visibile tramite le sue opere sicure, in questo momento con la scelta e la missione affidata a Ciro di Persia, dimostra come tutto e tutti sono sotto il suo potere. Lo stesso Ciro lo “chiamerà per nome” (nel suo editto scriverà “il Dio del cielo”). Ecco il testo della nostra meditazione, Is 41,21-29:
[21] Presentate la vostra causa, dice il Signore, portate le vostre prove, dice il re di Giacobbe.
[22] Si facciano avanti e ci annuncino ciò che dovrà accadere. Narrate quali furono le cose passate, sicché noi possiamo riflettervi. Oppure fateci udire le cose future, così che possiamo sapere quello che verrà dopo.
[23] Annunciate quanto avverrà nel futuro e noi riconosceremo che siete dèi. Sì, fate il bene oppure il male e ne stupiremo, vedendo l’uno e l’altro.
[24] Ecco, voi siete un nulla, il vostro lavoro non vale niente, è abominevole chi vi sceglie.
[25] Io ho suscitato uno dal settentrione ed è venuto, dal luogo dove sorge il sole mi chiamerà per nome; egli calpesterà i governatori come creta, come un vasaio schiaccia l’argilla.
[26] Chi lo ha predetto dal principio, perché noi lo sapessimo, chi dall’antichità, perché dicessimo: «È giusto»? Nessuno lo ha predetto, nessuno lo ha fatto sentire, nessuno ha udito le vostre parole.
[27] Per primo io l’ho annunciato a Sion, e a Gerusalemme ho inviato un messaggero di buone notizie.
[28] Guardai ma non c’era nessuno, tra costoro nessuno era capace di consigliare, nessuno da interrogare per averne una risposta.
[29] Ecco, tutti costoro sono niente, nulla sono le opere loro, vento e vuoto i loro idoli.
Le conclusioni di Jahvè e del suo profeta sono quanto mai taglienti e definitive: da sempre e per sempre di fronte a lui non c’è nessuno, nessuno che possa avere un potere, una conoscenza, una preveggenza, una capacità di indirizzare la storia come lui..
Più volte sono ripetute le parole che sono “parenti del niente”: vuoto, nulla, niente, vento..
La storia, l’andamento delle cose, la salvezza o la perdizione, l’uomo la deve affidare a qualcuno. In se stesso egli passa nello spazio e nel tempo senza lasciare traccia..
A chi affidare il proprio cammino? Jahvè afferma con decisione che non c’è altra scelta che lui, perché non sono esistite, non esistono e non esisteranno altre voci, lontanamente paragonabili alla sua.
Come diceva Agostino a proposito degli dèi di Troia portati in salvo da Enea: come è possibile che pezzi di legno costruiti dagli uomini siano in grado di salvare quelli che li adorano e credono in loro dal momento che, se non era Enea, non erano stati in grado di salvare se stessi?!
A tal punto sono considerati incapaci di fare qualsiasi cosa di bene o di male che gli dèi e idoli provocherebbero stupore e meraviglia in Jahvè e i suoi credenti, talmente assurdo sarebbe il fatto che all’improvviso “cose” mute da sempre cominciassero a operare. Anche il “male” magari! Ma qui non c’è alcuna reazione: vuoto e vento gli idoli, vuoto e vento coloro che confidano in essi.
Jahvè, il suo messaggero, e il suo popolo invece è ora di proseguire con fede e fiducia basandosi sugli annunci di Dio a Gerusalemme, tramite i suoi messaggeri..
