9. Is 43,1-7: Dio protettore e liberatore di Israele
Proseguendo nel nostro cammino nell’ascolto meditativo e adorante della Parola di Dio, donata a noi tramite lo sconosciuto profeta chiamato “il secondo Isaia”, che ha consegnato a Israele il cosiddetto “libro della Consolazione di Israele” (Is 40-55), abbiamo avuto in dono una pericope del tutto diversa da quella della settimana scorsa. Là di nuovo Dio era adirato con il suo popolo, definendolo sordo e cieco rispetto alle meraviglie operate da lui a suo favore. Giovedì invece abbiamo avuto il dono di un nuovo brano estremamente positivo, solare, dove si esprime un amore, una attenzione, una cura si potrebbe dire “materna” di Jahvè verso Israele veramente unica nel mettere insieme il meglio delle espressioni positive di vicinanza che ci sono in tutta la Bibbia, soprattutto nell’Antico Testamento. Ecco il testo:
[1] Ora così dice il Signore che ti ha creato, o Giacobbe, che ti ha plasmato, o Israele: «Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni.
[2] Se dovrai attraversare le acque, sarò con te, i fiumi non ti sommergeranno; se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti scotterai, la fiamma non ti potrà bruciare,
[3] poiché io sono il Signore, tuo Dio, il Santo d’Israele, il tuo salvatore. Io do l’Egitto come prezzo per il tuo riscatto, l’Etiopia e Seba al tuo posto.
[4] Perché tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo, do uomini al tuo posto e nazioni in cambio della tua vita.
[5] Non temere, perché io sono con te; dall’oriente farò venire la tua stirpe, dall’occidente io ti radunerò.
[6] Dirò al settentrione: “Restituisci”, e al mezzogiorno: “Non trattenere; fa’ tornare i miei figli da lontano e le mie figlie dall’estremità della terra,
[7] quelli che portano il mio nome e che per la mia gloria ho creato e plasmato e anche formato”.
Ora in questo “oracolo del Signore” si parla di Jahvè come, possiamo dire, “il tutto per il suo popolo”. Abbiamo elencato le espressioni particolarmente significative, che aprono il nostro cuore alla fiducia, alla gioia, alla speranza, anzi, alla certezza di un amore infinito che va oltre il tempo, oltre lo spazio e anche oltre i nostri limiti. Che pure rimangono, che pure dobbiamo lottare ogni giorno per superare, che pure non ci fanno dare nulla per scontato. Ma al di sopra di tutto e al di là di tutto c’è e ci sarà sempre il nostro Dio, la nostra Roccia inamovibile qualunque cosa succeda. Ecco le espressioni positive di questo brano:
– “il Signore che ti ha creato”: noi non siamo frutto del caso, ma pensati, voluti e amati da sempre con un atto di “creazione”, cioè dal non-essere all’essere. Dall’eternità il nostro Dio ci vuole, ci pensa, ci destina ad essere figli nel Figlio
– “che ti ha plasmato”: ricordiamo la figura antropomorfa di un Dio che plasma l’uomo con polvere della terra (Gn 2,7): siamo usciti alle sue mani, siamo opera sua..
– “Non temere”: l’espressione fantastica che viene ripetuta in tante pagine della Bibbia a tanti credenti: Abramo, Giacobbe, Davide, Geremia e giù giù fino a Zaccaria padre di Giovanni, a Maria, a Giuseppe.. E quante volte l’ha ripetuta Gesù. Il credente non può e non deve aver paura di niente: è nelle mani del suo Dio!
– “Ti ho riscattato”: tante volte perso, per i suoi peccati, tante volte ritrovato..
– “Ti ho chiamato per nome”: 1Sm 3, quante volte Dio ci chiama per nome, quell’essere nuovo che fa di noi suoi figli..
– “Tu mi appartieni”: non siamo noi che scegliamo Dio, è lui che ha scelto e sceglie noi perché siamo suoi, gli apparteniamo, di noi è geloso, e la sua volontà è volontà di salvezza!
– “sarò con te”: un’altra parola detta da Dio tante volte a tanti personaggi: “io sarò con te”, a Isacco, Giacobbe, Mosè, Davide, Salomone, Maria.. e poi il Signore Gesù che sarà con noi per sempre (Mt 28,20).
“io sono il Signore tuo Dio”: è la formula dell’alleanza, è il Dio “che c’è”, anche quando sembra che non ci sia più. Invisibile, inconoscibile, eppure sempre presente e operante.. non come gli idoli..
“il tuo salvatore”: la nostra vita non può avere che un esito felice (a meno che proprio noi nn ci mettiamo “di traverso”): egli ha dato addirittura suo Figlio alla morte e poi alla vita eterna per noi, per farci vincere ogni limite, ogni morte..
“prezioso ai miei occhi, sei degno di stima, e ti amo”: che sequenza stupenda di espressioni belle, positive, ricche di significato e di vita.
Così brevemente tutte queste espressioni positive che possiamo riassumere in una frase di Paolo “Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?” (Rm 8,32. E Agostino: “Se hai Dio, cosa ti manca? Ma se non hai Dio cosa hai?!”)
