11. Is 43,16-21: Ecco io faccio una cosa nuova..
Dopo lo stupendo “conglomerato” di espressioni positive a proposito di Jahvè e del suo popolo, che abbiamo accolto la volta scorsa, questo giovedì la pericope successiva è stata al centro della nostra meditazione adorante. Dopo aver affermato in tutti i toni che Jahvè è il Dio innamorato del suo popolo Israele (pur avendolo piuttosto bastonato nella pericope precedente!), in questo brano si sale sullo sfondo di tutto, all’origine di ogni cosa, contemporaneamente ad ogni cosa e alla fine di ogni cosa. Mentre finora c’era Jahvè e poi c’erano gli altri dèi, che lui regolarmente vinceva e abbatteva portando alla vittoria il suo popolo, adesso, da ora in poi, grazie alla rivelazione tramite questi profeti del dopo-esilio, Jahvè è ormai conosciuto e riconosciuto come Dio unico, solo, immenso, onnipotente. In realtà quello che sono chiamati dèi dai popoli sono solo creazioni delle loro mani. Lo vedremo meglio al capitolo 44. Ecco il testo:
[16] Così dice il Signore, che aprì una strada nel mare e un sentiero in mezzo ad acque possenti,
[17] che fece uscire carri e cavalli, esercito ed eroi a un tempo; essi giacciono morti, mai più si rialzeranno, si spensero come un lucignolo, sono estinti:
[18] «Non ricordate più le cose passate, non pensate più alle cose antiche!
[19] Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa.
[20] Mi glorificheranno le bestie selvatiche, sciacalli e struzzi, perché avrò fornito acqua al deserto, fiumi alla steppa, per dissetare il mio popolo, il mio eletto.
[21] Il popolo che io ho plasmato per me celebrerà le mie lodi.
Al v. 10 l’affermazione dell’Es 3,14, al roveto ardente: Io sono, senza se, senza ma e senza altri appellativi. Non Io sono il dio di questo o di quello, no, Io sono e basta. Io sono il Signore (v. 11) e fuori di me non c’è salvatore. Ecco la figura eterna e potente del Dio d’Israele e oggi da noi chiamato “il nostro Dio”.
Il popolo c’è come testimone di questo Dio. Non si tratta più di “stare con il nostro Dio” come gli altri popoli stanno con i loro. Ormai è rivelato che il “giorno” di Jahvè non ha confini di tempo e di spazio (“il medesimo dall’eternità” nel testo ebraico è “lo stesso nel mio giorno” un giorno senza inizio e senza fine, un “sabato senza tramonto” come direbbe Agostino.
Il popolo, e il misterioso servo che lo guida, sono ormai i testimoni dell’amore e del giudizio di Dio su tutta la terra, il redentore, il “Santo”, cioè “Il separato”, il “totalmente altro” rispetto al mondo e agli uomini. Il suo potere è inconcepibile e nulla può sfuggire ad esso. Nulla e nessuno può fare cose diverse da quelle che Dio vuole.
La prospettiva lanciata verso l’incarnazione del Figlio di Dio, della Sapienza e Parola del Padre, è ormai presente nella storia. Ci vorranno ancora secoli e anche dopo quell’incarnazione altri secoli correranno.. E ancora oggi il cuore dell’uomo non è in gran parte di abitanti della terra capace di pensare che se vuol vivere ha di che vivere, purché non continui scioccamente a considerarsi il dio di se stesso, ma si apra all’amore creatore e redentore del Dio ancora considerato il Dio d’Israele, ma ormai proiettato ad essere riconosciuto, adorato e amato come Dio di tutti i popoli, di tutta la terra, di tutta la storia..
Ecco la “cosa nuova” che Dio fa davanti a Israele e al mondo: la sua presenza e la sua azione esplodono nella direzione di un mondo nuovo: segni di questo “irrompere” di Dio sono strade nuove, sorgenti nuove, lode perfino dagli animali selvatici (forse simbolo di tutti i “lontani” dal mondo della fede). Ormai Dio c’è: più alto di qualsiasi cielo stellato, più in basso di qualunque abisso, nelle vene di ogni uomo, ma anche di ogni essere vivente: ormai egli è Presenza, Vita, forza, e come tale si propone al mondo, si propone per camminare insieme..
Ma ancora dopo 2500 anni è un cammino per larga parte incerto, sconosciuto, non riconosciuto.. Eppure con l’incarnazione degli Figlio di Dio tutta questa presenza nuova, presenza di forza e di amore è ancora più potente e proposta ad ognuno di noi!
