Quaderni avanti 5. (20.4.26) (agg. 10 maggio 2026)

Parola di Dio (e Bibbia)

 

“Parola” nelle varie lingue: Dabàr (ebraico), Lògos (greco), Verbum (latino), Parola (italiano)

1. Testi e principi riguardanti la Parola di Dio, come evento e come Scrittura

 

  1. La nostra religione, come Ebraismo ed Islamismo, viene definita “La religione del Libro”. In effetti quanto scritto nel libro della Bibbia è per noi la massima “Autorità” in fatto di principi di fede e di morale (comportamento), anche se vicino ad essa poniamo anche i documenti del Magistero (Papa e vescovi) nei secoli e i documenti nati dal cuore e dalla intelligenza di milioni di credenti nei secoli, primi fra tutti i cosiddetti “Padri della Chiesa”. “Autorità” vuol dire che i principi che ci vengono dalla Parola di Dio, compresi nella mentalità in cui sono nati, sono esenti da errore e importanti per vivere la nostra chiamata a seguire il Cristo ed essere in lui figli di Dio.

 

  1. Un chiarimento fondamentale va fatto nel rapporto tra Bibbia (Parola scritta) e la Parola di Dio. “Parola” è ogni espressione di qualcuno, del mondo interiore di qualcuno, in qualunque modo sia espressa. La “Parola” è autocomunicazione di colui di cui è la parola, sia lui Dio o anche uno di noi o addirittura le cose del mondo secondo il loro “linguaggio”. Noi consideriamo “Parola di Dio” tutto ciò che ci fa incontrare Dio, che ce lo fa conoscere e amare, che ce lo fa seguire. Dunque la Parola come tale è molto più vasta della Parola scritta. Questa è la comunicazione di qualcuno, Dio ad esempio, che nel tempo viene messa per iscritto da persone considerate “ispirate” cioè che la comunità credente riconosce “toccate” dal soffio dello Spirito di Dio, lo Spirito Santo. Per essere più precisi, gli esperti della Scrittura distinguono: la Bibbia non “è” la Parola di Dio, ma “contiene” la Parola di Dio. Nelle vesti di una cultura, della mentalità della comunità e dello scrittore biblico, dentro una storia e degli eventi, lì siamo chiamati a identificare, accogliere, adorare e annunciare l’autorivelazione di Dio!

 

  1. Dio non lo possiamo vedere (Gv 1,18) o incontrare o sentire. Dunque la sua Parola, in qualche modo percepita o sperimentata (normalmente attraverso persone dentro le quali questa Parola si fa evento di comunicazione in qualche modo [profezia], parola, sentimento, immagine, sogno, intuizione, ecc..), questa Parola è l’unico mezzo per conoscere Dio, obbedirgli, adorarlo e fare scelte di vita secondo quanto comunicato e richiesto da questa “Parola”. Una volta messa per iscritto e riconosciuta dalla comunità credente come tale, la Parola è collegata a un libro (in realtà una serie di libri!) e ad essa i credenti fanno riferimento principale (oltre sempre ad altre forme di comunicazione come le parole e le vite dei Santi, gli eventi naturali e storici, la fede del popolo credente).

 

  1. Troviamo nel testo della Parola di Dio e ascoltiamo:

 

– Gn 1: Dio disse.. (e avvenne)

– Eb 4,12: Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.

– Eb 11,3: Per fede, noi sappiamo che i mondi furono formati dalla parola di Dio, sicché dall’invisibile ha preso origine il mondo visibile.

2Tm 2,8-9: [8] Ricòrdati di Gesù Cristo, risorto dai morti, discendente di Davide, come io annuncio nel mio Vangelo, [9] per il quale soffro fino a portare le catene come un malfattore. Ma la parola di Dio non è incatenata!

– “Parola” protagonista assoluta del libro degli Atti: il termine ricorre in essi 37 volte! Ne scegliamo un versetto:
At 18,5:
Quando Sila e Timòteo giunsero dalla Macedonia, Paolo cominciò a dedicarsi tutto alla Parola, testimoniando davanti ai Giudei che Gesù è il Cristo.

 

  1. Nel Nuovo Testamento, soprattutto nel Vangelo secondo Giovanni, Gesù stesso è identificato come “la Parola di Dio”: la sua persona come tale è Dio Padre rivelato e fatto conoscere al mondo, egli che è una cosa sola con il Padre stesso. Rileggiamo almeno il “Prologo” del Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,1-14): “In principio era la Parola (Logos).. e la Parola si è fatta carne..”.

 

  1. Qualcosa da tenere bene a mente: le due parti della Parola di Dio ispirata, Antico e Nuovo Testamento sono effettivamente due parti diverse, e noi cristiani non possiamo considerarle allo stesso livello. Dice Paolo: tra lo c’è la differenza che c’è tra un maestro delle elementari e un professore delle superiori!

L’Antico è preparazione, anticipazione, figura, ombra, simbolo del Nuovo. Ma il centro vitale (e anche l’insegnamento vitale per la nostra vita) è solo Gesù Cristo, Figlio di Dio, morto e risorto per noi, che ci ha detto “Avete inteso che fu detto agli antichi.. ma io vi dico..” (Mt 5). Troppo spesso teniamo conto dell’Antico e poco del Nuovo Testamento. Ma la legge della Parola (anzitutto la Parola vivente che è la persona dl Gesù Cristo!) è la religione del cuore, quindi della fede e dell’amore, della pienezza che non ha pienezza perché è l’infinito del Dio Trinità, Padre, Figlio e Spirito.

 

  1. Soprattutto a partire dalla fine del 1700, gli studiosi di Bibbia si sono “scatenati” a fare le più diverse interpretazioni del testo biblico perché i 45 libretti che compongono la Bibbia sono stati scritti in un arco di tempo di almeno (considerando le prime tradizioni) 1800 anni (da Abramo alla Chiesa apostolica), in tempi, luoghi, modi di interpretazione ed espressione molto diversi. Al fine di cogliere per ogni tradizione sottostante il testo che abbiamo oggi, ci aiutano le scienze antropologiche e storiche (archeologia, antropologia, storia, ecc..). Solo che oggi le sicurezze sul testo bibliche hanno finito per non essere molte e quindi è fondamentale l’indirizzo interpretativo che la comunità credente, guidata da coloro che svolgono i servizio del Magistero, riconosce come il più vero (o almeno il più probabile).

 

Riflettiamo: Cosa deve rappresentare per le nostre comunità la Parola di Dio?

 

  1. Parlando in genere della comunità credente della Chiesa, ci viene voglia di dire che la Chiesa di Gesù, “inebriandosi” del profumo della sua Parola, deve semplicemente sempre e comunque mettersi in ascolto adorante dell'”autorivelazione” del suo Dio tramite il suo Signore.

Difficile non dire, a proposito di Chiesa e Parola: per la Chiesa prima di tutto la Parola, la rivelazione di Dio nelle sue varie forme che sola può esimere la comunità credente da errori, sbagli, strade non corrette. Le pecore sono pecore se “ascoltano la sua voce” (Gv 10,3.27).

Se, a parte le occasioni di celebrazioni e riti, entrando in una comunità ecclesiale non senti l’annuncio della Parola e il richiamo della Parola, sta’ sicuro che a quella comunità manca qualcosa di essenziale!

 

Scelte concrete suggerite a tutti

 

  1. Suggeriamo quello che Agostino suggeriva ai suoi: impariamo la Parola a memoria, come fosse un libro sempre a portata di mano (almeno nei testi principali: sit codex vestrum memoria vestra), ripetiamocela spesso, meditiamola, usiamo le sue parole per gridare a Dio (parlando a lui con le sue parole, le parole della Parola!)

 

2. Noi e la Parola

 

  1. Occorre partire da un fatto assodato: la nostra comunità di fede, la Chiesa di Dio, è fondata e nutrita dalla Parola di Dio: ella è chiamata ad adorare Dio nel suo auto-manifestarsi, ad ascoltare e valutare profeticamente il proprio oggi con “gli occhi” della Parola, e ad agire in obbedienza e conformità ad essa.

 

  1. Per questo Papa Francesco ha fissato per la terza domenica di gennaio di ogni anno una “domenica della Parola”, perché ci sia finalmente un “contatto” continuo e diretto di tutti i credenti con la Parola del Signore, anzitutto nella Parola scritta e consegnata a noi come “deposito della fede” soprattutto nella Bibbia, e poi anche nella parola dei Padri e autori della comunità credente il cui pensiero spirituale è stato accolto dalla comunità ecclesiale. Le nostre comunità dovrebbero cominciare a valorizzare quello spazio in modo forte e particolare, più di quanto non si sia fatto finora..

 

E’ la Parola che deve aiutare la comunità credente (di ogni luogo e di ogni tempo, visibilizzazione e concretizzazione dell’unica Chiesa di Gesù Cristo) a leggere la sua stessa esistenza, il suo stesso significato, il suo cammino con Dio, all’interno di se stessa e con il mondo..

 

Cosa deve rappresentare per la comunità ecclesiale concreta la Parola di Dio?

 

  1. La prima domanda che ci dobbiamo porre e il primo modo di tenere sotto controllo questo aspetto della nostra vita, come tutti gli altri aspetti importanti, è quello di avere dei momenti di “revisione di vita” su noi, noi personalmente, e noi comunità in relazione alla Parola. Non così frequentemente ma certamente ogni tanto: sederci insieme, invocare lo Spirito e chiederci come sta andando il nostro ascolto e la nostra obbedienza alla Parola di Dio. E questo può valere anche per ognuno di noi.

Rivedere i tempi: quanto tempo dedico/dedichiamo alla Parola di Dio e in genere ad una “formazione permanente”, sia personalmente che comunitariamente. Ci sono tempi in qualche modo stabiliti nella nostra vita dove normalmente leggiamo, ascoltiamo, meditiamo, adoriamo la Parola e facciamo proponimenti concreti per incarnarla nella nostra vita?

Rivedere i luoghi: dove ci vediamo abitualmente per ascoltare la Parola?

Rivedere le persone, la/le comunità: con chi abitualmente facciamo ascolto, meditazione e pratica della Parola di Dio e della Chiesa?

Rivedere gli strumenti: che strumenti usiamo abitualmente per arricchire la nostra conoscenza della Parola di Dio, libri, conversazioni con persone specializzate anche su Internet, corsi..

Tra gli strumenti oggi ormai sta velocemente prendendo piede l’Intelligenza Artificiale (IA/inglese: AI) che mette a disposizione oceani di informazioni e studi (da usare sempre con la nostra intelligenza!!).

Rivedere i metodi di studio e di approccio alla Parola: lettura sistematica diretta, lettura occasionale, seguire le letture della liturgia ogni giorno, partecipare a qualche comunità di ascolto strutturate con animatore/facilitatore, scambio approfondito e libero con i fratelli e le sorelle della comunità..

Rivedere la selezione dei brani della Bibbia: scegliere ad esempio un libro e percorrerlo con ascolto e meditazione continuativa, oppure seguire le letture di ogni domenica, oppure scegliere gruppi di libri, come i Vangeli o le lettere degli Apostoli, ecc..

 

  1. Naturalmente nella correzione fraterna avere il coraggio (“condito” con mille delicatezze!) di annunciarci a vicenda problemi e limiti esistenti e cose e atteggiamenti e rapporti da migliorare..

 

  1. In tutte queste cose ricordiamoci tutti la delicatezza, la misura e la misericordia, senza per forza appesantire i nostro rapporti personali e comunitari, gli uni gli altri.

 

Possibili scelte per le nostre Chiese locali

 

  1. E’ probabilmente importante che le nostre Chiese vivano l’ascolto adorante della Parola anche fuori delle celebrazioni eucaristiche: con momenti di ascolto e confronto comunitario sulla Parola; con momenti di catechesi biblica nelle famiglie, nei gruppi e con conferenze appositamente organizzate. Perché il rapporto e l’impatto della Parola sulla nostra vita sia più chiaro e più forte.

 

  1. Anche nei momenti di celebrazione liturgica ed eucaristica è importante che la Parola non sia “letta e via”, confidando solo nello “sminuzzare” il senso per noi a colui che fa l’omelia. Perché non fare come fecero in Ne 8, Parola letta e poi spiegata a brani dividendo i presenti in gruppetti di ascolto?

 

  1. Parola ascoltata e vita confrontata con la Parola possono dare forza ad una intuizione di Chiesa antica, ma faticosa da vivere oggi, cioè il concetto e la prassi di “Chiesa domestica”: le famiglie come luogo di incontro, confronto, obbedienza alla Parola detta proprio alle persone della famiglia.

 

  1. Ci sono tanti altri modi, inventati e praticati da tanti innamorati della Parola, che possono aiutare la Chiesa come tale (e tutti i suoi membri in essa) a incontrare, conoscere, e tentare di vivere la Parola. Ad esempio la diffusione del libro della Bibbia (o almeno del libro dei Vangeli e Nuovo Testamento) presso tutte le famiglie e tutti i singoli, accompagnata da programmi e calendari di ascolto, di lettura e di confronto..

 

3. Io e la Parola

 

  1. Grande frase, amata dal cardinal Martini (e scritta sulla sua tomba), è certamente Sl 118(119),105: “Lampada per i miei passi è la tua Parola, luce sulla mia strada”. Per ognuno di noi la Parola di Dio (insieme poi alle parole della Chiesa e del creato) deve essere una presenza costante nella nostra vita, nelle nostre giornate. Una Bibbia sempre vicino a noi, a portata di mano, per aprirla e accogliere quanto ci viene annunciato da essa e comunicato.

 

  1. Un atteggiamento importante di noi credenti è porci davanti alla Parola come qualcosa che uscita in qualche modo dalla bocca di Dio è fatta per generare vita, per suscitare cammini e sensi della vita di ognuno, un po’ come si dice in Is 55 (“Come la pioggia e la neve..”). L’atteggiamento più ricco e corretto dinanzi ad ogni parola della Parola di Dio è sicuramente mettersi nella convinzione che “questa Parola è per me, per noi”. E normalmente la Parola non fa sconti (è spada a doppio taglio che mette a nudo ogni nostro sentimento e movimento interiore).

 

  1. Un caso stupendo di Parola-per-noi è il libro dei Salmi. Da quando sono stati composti, e poi nell’uso di Gesù stesso e quindi nella prassi quotidiana di milioni di credenti lungo la storia, i Salmi sono stati e sono la voce della mente e del cuore dei credenti verso il nostro Dio. Certo, è un libro dell’Antico Testamento, e in certi casi si tratta di riflessioni e preghiere legate all’ambiente culturale passato per noi che siamo nel Nuovo Testamento. E per noi vale la regola che laddove non è più possibile accogliere le parole del Salmo così come sono scritte, occorre passare alla visione secondo cui la Parola antica è comunque preparazione, ombra, prefigurazione e profezia del Nuovo Testamento. I Padri, soprattutto Agostino, si raccomandavano (e praticavano!) di passare dalla interpretazione letterale a quella spirituale, laddove ogni personaggio e ogni situazione, oltre alla situazione storica in cui era originariamente collocato, siccome entra nel dinamismo della Parola di Dio, in qualche modo rappresenta sempre qualcosa per noi. Ora pregare spesso con i Salmi è una prassi corrente della nostra Chiesa. E questo anche se insieme ai Salmi possiamo parlare a Dio usando le Parole di Dio anche in altre forme e contesti: racconti, invocazioni, meditazioni, inni, ecc..

 

Riflettiamo..

  1. Ora poniamoci delle domande rispetto alla Parola nella nostra vita: la mia fede si nutre quotidianamente della Parola di Dio?

Ho l’atteggiamento interiore di cui diceva Agostino: “Se comprendi la Parola, adora e ringrazia Dio e praticala con gioia; se non la comprendi prega e ricerca, chiedendo al Signore la grazia della comprensione..”?.

Come vivo il rapporto tra la Parola e il Pane, tra l’ascolto di Gesù Verità e il nutrimento di Gesù Eucaristia?

 

In concreto..

  1. Oggi, nell’era della comunicazione globale e di Internet, si può attuare quel proposito che tante anime innamorate di Dio in Cristo hanno sempre fatto: attingere a piene mani dalla Parola di Dio ogni giorno.

 

  1. Ci sono oggi mezzi e strumenti molto comodi ed efficaci.

Per esempio c’è chi segue ogni giorno i brani di Parola di Dio (prima lettura e Vangelo) che sono assegnati dalla Chiesa, nella sua liturgia (cioè la sua preghiera ufficiale), ad ogni celebrazione quotidiana. Sappiamo che la Chiesa ha disposto come letture festive tre cicli in tre anni (A-Matteo B-Marco C-Luca, i vangeli-guida) e come letture feriali due cicli in due anni (primo e secondo anno).

Tra l’altro su Internet si trovano testi e commenti di queste serie di letture dalla Parola per tutti noi e per ognuno di noi. Ci sono anche (come c’erano una volta!) famosi personaggi che trattano su Internet (spesso con video loro propri) tutte le letture, soprattutto quelle domenicali..

E queste trattazioni sono tenute da persone della Chiesa Cattolica ma anche da tanti e tanti di altre confessioni religiose come i Testimoni di Geova, i Protestanti delle varie congregazioni, i professori degli Istituti teologici e biblici, ecc.. Veramente una messe molto abbondante, sulla quale purtroppo non tutti si sanno orientare in maniera adeguata!

 

  1. Un modo di relazionarsi ogni giorno con la Parola di Dio è anche quello che imparare a memoria delle frasi particolarmente significative contenute nei libri biblici e farle diventare “patrimonio stabile” della nostra interiorità.. Così quando vai in auto o per strada, quando aspetti in qualche ufficio o fai una passeggiata nulla ti vieta di innalzare il cuore e la mente a Dio “parlandogli” “con le sue parole”..

 

  1. Naturalmente, vista l’importanza della Parola come fondamento e strumento per indirizzare la nostra vita di ogni giorno, sarebbe fondamentale che ogni comunità credente, come anche ogni persona credente, stabilisca un momento, per esempio settimanale, da dedicare ad accogliere la Parola nella lettura, nella adorazione, nella meditazione e nella decisione di vita..

 

  1. Una prassi che fanno in molti da sempre nella Chiesa è decidere di partecipare ogni giorno ad una celebrazione della Eucaristia, che unisce l’ascolto della Parola del giorno, con la condivisione del pane spezzato, Corpo di Cristo, e l’amicizia della comunità dei fratelli, chiamati, dalla Parola appunto, ad essere “un cuore solo e un’anima sola”.