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20 Novembre 2025

210 – 20 Novembre 2025
Miele: Sr 15,14-15 – Dio e la libertà

 

Volendo “ripianare” la meditazione precedente, abbiamo accolto tra i detti del “Miele dalla roccia” qualcosa che nasce dalla vita consapevole pacifica dei saggi, dal libro del saggio raccoglitore di “memorie di famiglia” (riprende il libro di suo nonno): Gesù Ben Sirach, il Siracide.

Anche queste parole ci vengono suggerite dallo Spirito di Dio, al pari di tutte le altre, e anch’esse interpellano la nostra fede e la nostra umanità.

Scrive dunque il Siracide al suo capitolo 15:

 

[14] Da principio Dio creò l’uomo e lo lasciò in balìa (lett. nelle mani) del suo proprio volere.

[15] Se tu vuoi, puoi osservare i comandamenti; l’essere fedele dipende dalla tua buona volontà.

 

In realtà è bello e completo leggere tutta la pericope (=il brano) che va dal v. 11 al v. 20 e che nella traduzione della Bibbia attuale è intitolata proprio “La libertà umana”.

Cosa ci viene detto della nostra libertà in questo bellissimo brano, per quanto tranquillo e convinto?

1) Noi uomini veniamo da Dio “fin dal principio” e da allora ci ha costituiti liberi. La nostra libertà è un desiderio di Dio, una chiamata ad essere come lui (pur nella consapevolezza che lui è il Creatore e noi siamo sue creature). E’ nella struttura del nostro essere poter dire “voglio” “posso”..

2) Dio ci ha consegnati “nelle mani del nostro volere” (la traduzione ufficiale dice “in balia”, mah!). Esiste iscritta in noi una capacità, una possibilità che è la nostra volontà. Nella nostra natura c’è la volontà di indirizzare il cuore e le opere laddove riteniamo opportuno.

3) “se vuoi, puoi”: quale stupenda affermazione per dire quanto siamo potenti riguardo alla nostra vita e alla nostra storia. La realtà e il potere più vero abitano dentro di noi in ogni momento. Noi, la nostra vita, sono la continua costruzione del nostro cuore!

4) “osservare i comandamenti”: è la grande strada della storia della salvezza, della nostra realizzazione. Il modo migliore di costruirci con le nostre mani è prendere i “mattoni” da Dio, dal suo amore, dalla sua Parola. Quindi al “se vuoi, puoi”, il Siracide aggiunge “osservare i comandamenti”, perché essi sono il miglior “manuale di istruzioni” per una vita secondo Dio, quindi giusta, quindi saggia, quindi bella, quindi ricca e armoniosa. Se l’orologio funziona al meglio di come l’ha fatto l’orologiaio esso cammina nella perfezione del suo essere. E che dire di un orologio insieme fatto come l’ha fatto Dio e anche pensante, volente, e amante come siamo noi?

5) “l’essere fedele dipende dalla tua buona volontà”: c’è una volontà buona che può diventare cattiva quando liberamente si “inclina” a fare e vivere il “non-bene” che la degrada, che non ci fa più vivere nella sapienza del progetto di Dio. E’ dunque una questione di fedeltà ad un progetto che va conosciuto e praticato, la legge e la volontà del Signore. Fedeli perché più siamo obbedienti e più siamo liberi e le nostre “mani interiori” possono plasmarci come vogliamo.. Forse difficile da capire, ma uno dei compiti della libertà è cercare sempre e comunque il meglio con cuore sincero e pregare tanto per averne il dono da Dio!