Is 51,7-16: Io, il Consolatore mi sono risvegliato
16.8.26
Jahvè c’è, Jahvè si è risvegliato, Jahvè è il consolatore del suo popolo, dei suoi credenti. Tramite il suo profeta Dio dice al suo popolo: non c’è bisogno che gridiate per farmi svegliare, per farmi intervenire in vostro soccorso. Io che sono il Creatore di tutto, io ho tolto ogni forza al vostro avversario che voleva distruggervi. Coraggio! Adesso ci sono solo io e “tu sei il mio popolo!”:
[7] Ascoltatemi, esperti della giustizia, popolo che porti nel cuore la mia legge. Non temete l’insulto degli uomini, non vi spaventate per i loro scherni;
[8] poiché le tarme li roderanno come una veste e la tignola li roderà come lana, ma la mia giustizia durerà per sempre, la mia salvezza di generazione in generazione.
[9] Svégliati, svégliati, rivèstiti di forza, o braccio del Signore. Svégliati come nei giorni antichi, come tra le generazioni passate. Non sei tu che hai fatto a pezzi Raab, che hai trafitto il drago?
[10] Non sei tu che hai prosciugato il mare, le acque del grande abisso, e hai fatto delle profondità del mare una strada, perché vi passassero i redenti?
[11] Ritorneranno i riscattati dal Signore e verranno in Sion con esultanza; felicità perenne sarà sul loro capo, giubilo e felicità li seguiranno, svaniranno afflizioni e sospiri.
[12] Io, io sono il vostro consolatore. Chi sei tu perché tu tema uomini che muoiono e un figlio dell’uomo che avrà la sorte dell’erba?
[13] Hai dimenticato il Signore tuo creatore, che ha dispiegato i cieli e gettato le fondamenta della terra. Avevi sempre paura, tutto il giorno, davanti al furore dell’avversario, perché egli tentava di distruggerti. Ma dov’è ora il furore dell’avversario?
[14] Il prigioniero sarà presto liberato; egli non morirà nella fossa né mancherà di pane.
[15] Io sono il Signore, tuo Dio, che agita il mare così che ne fremano i flutti – Signore degli eserciti è il suo nome.
[16] Io ho posto le mie parole sulla tua bocca, ti ho nascosto sotto l’ombra della mia mano, quando ho dispiegato i cieli e fondato la terra, e ho detto a Sion: «Tu sei mio popolo».
inizialmente e in tante altre occasioni il profeta raccoglie il grido e le invocazioni del popolo in difficoltà, del popolo che sembra destinato a soccombere e morire. Dunque si alza il grido: “svegliati e rivestiti di forza o braccio del Signore!”.
Ma il Signore risponde con forza, con certezza assoluta dalla creazione del mondo fino alla sua fine.
Perché aver paura degli uomini che sfioriscono e periscono peggio dell’erba del campo? E, abbiamo detto all’incontro, la storia è piena e strapiena di uomini potenti per un momento e poi perituri e morti per sempre, polvere della terra..
Invece il popolo è ora che apra gli occhi sulle meraviglie del Dio che pur essendo invisibile e nascosto è sempre salvatore, Creatore e rinnovatore. Immagine cara alla Parola di Dio è la strada, la Via Santa che si sovrappone alle vie degli uomini, le modella di nuovo perché siano Via Santa, cammino del Signore e cammino con il Signore.
La fede è fatta di futuro, perché dà credito e fiducia a Dio che è futuro, insieme al passato e al presente: vita, cammino, speranza..
E qual è il centro della Parola di Dio? E’ la mano immensa e potente della sua misericordia che chi ha fede può e deve sentire sulla sua testa e sul suo cuore “ti ho nascosto sotto l’ombra della mia mano..” (v. 16). Sembra che dobbiamo essere noi a conquistarci vita e futuro e invece basta affidarsi e tutto viene naturalmente come il giorno e la notte, come le stagioni e l’alternarsi della vita e delle sue vicende.
Conclusione: basta con la paura!
