Lectio del 1.6.23

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105 – Lectio divina su Eb 3,7-4,13 (2)

 

Testo

 Sintesi per comunicare (Sito)

Abbiamo già riportato tutto il testo nell’incontro precedente e in questa puntata della nostra “lectio” l’abbiamo di nuovo “scorso” leggendolo e commentandolo brevemente, offrendo al cuore spunti e proposte di riflessione e impegno. Il testo nella sua lunghezza verte su un solo tema principale: l’ascolto fedele della Parola, vera spada a doppio taglio che rivela Dio a noi e noi a noi stessi e ci dà il senso delle nostre azioni mettendo a nudo tutto di noi.

Lungo la lettura e la riflessione abbiamo notato delle piccole ma significative espressioni incastonate nel testo che, notate, portano arricchimento e sfida all’approfondimento.

Centrale in questo brano è la citazione del salmo 94(95), il cosiddetto “Salmo invitatorio” che la Chiesa fa celebrare all’inizio della preghiera delle Ore di ogni giorno, il cui cuore è “Ascoltate oggi la sua voce”. La religione di Gesù (e noi siamo diventati “partecipi di Cristo” (v. 14)) ci deve far evitare di “avere un cuore perverso e senza fede che si allontani dal Dio vivente” (v. 12).

Il paragone (sullo sfondo sempre il testo di Nm 14,20ss) è sempre con la generazione di uomini usciti dall’Egitto ma che nel deserto si ribellarono al Signore e a Mosè. Noi oggi, proprio nell'”Oggi” offerto dal Signore in Gesù, dobbiamo evitare di rifliutare Dio, per non cadere in una condanna simile e peggiore.

E qui si attiva un aspetto che Apollo mette in luce tramite la traduzione greca del versetto 11 del salmo non recepita dalla nostra traduzione: “ho giurato nella mia ira se entreranno nel mio riposo”. Non entrarono i padri che pure “avevano ricevuto il Vangelo” (v.6). Entrarono nel riposo i figli dei peccatori, cui Dio offrì l’entrata chiusa ai padri per la sua ira. Quindi, dice Apollo, il predicatore, c’è una possibilità di entrare nel riposo di Dio, come ci fu per i figli dei peccatori di entrare nella terra promessa. Un riposo che imita il riposo di Dio nel settimo giorno. Conclusione per noi: “affrettiamoci a entrare nel quel riposo” (v. 11).

E poi lo stupendo finale: la Parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di una spada a doppio taglio (v. 12-13). Nel nostro cammino terreno Dio ci ha dato un compagno di viaggio principale, la Parola, insieme poi a tutte le piccole luci degli scritti dei Padri, degli scrittori della Chiesa e tutte rivelazioni deposte nei cuori lungo i secoli. E’ veramente ora per noi di credere a Gesù e seguirlo oggi, ogni giorno, verso “quel” riposo, prefigurato dalla Terra Promessa..

 

Messaggio su WhatsApp (4 giugno 2023, Festa santissima Trinità)(Forma brevissima)

E’ la festa del “volto” di Dio che si rivela lentamente lungo la storia degli uomini e della Parola, un solo Dio in tre persone.

Lunedì, continuando la presentazione del Vangelo secondo Luca abbiamo raccolto 45 versetti e 21 luoghi in cui Gesù parla o agisce attorno al tema di povertà e ricchezza. In Luca non ci sono ambiguità o concessioni: dobbiamo dare tutto quello che abbiamo ai poveri e seguire Gesù (12,33). Chi lo ha fatto, chi lo fa? Cerchiamo almeno di conoscere e ascoltare la Parola e fare piccoli gesti concreti di amore di Gesù negli altri..

Giovedì abbiamo ripreso lettera agli Ebrei 3,7-4,13: anche qui l’esortazione del predicatore Apollo è forte e senza alternative: noi abbiamo creduto a Dio in Gesù e dunque dobbiamo ascoltare la sua Parola sempre viva e tagliente che ci mette a nudo davanti a Dio e davanti a noi stessi. Diversamente dagli Ebrei nel deserto “Ascoltate oggi la sua voce2 (Sl 94-95) per entrare “nel suo riposo”..