Lectio divina del 10.6.21

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Testo:

24 διότι πᾶσα σὰρξ ὡς χόρτος, καὶ πᾶσα δόξα ⸀αὐτῆς ὡς ἄνθος χόρτου· ἐξηράνθη ὁ χόρτος, καὶ τὸ ⸀ἄνθος ἐξέπεσεν·

24 Perché
ogni carne è come l’erba

e tutta la sua gloria come un fiore di campo.

L’erba inaridisce, i fiori cadono,

25  τὸ δὲ ῥῆμα κυρίου μένει εἰς τὸν αἰῶνα. τοῦτο δέ ἐστιν τὸ ῥῆμα τὸ εὐαγγελισθὲν εἰς ὑμᾶς.

25 ma la parola del Signore rimane in eterno.

E questa è la parola del Vangelo che vi è stato annunciato.

Analisi e riflessione (di preparazione)

24 διότι πᾶσα σὰρξ ὡς χόρτος,= la sarx come erba

καὶ πᾶσα δόξα ⸀αὐτῆς ὡς ἄνθος χόρτου·=splendore dell’erba il suo fiore, splendore passeggero dell’uomo la sua gloria, il suo risplendere

ἐξηράνθη ὁ χόρτος,=l’erba si secca

καὶ τὸ ⸀ἄνθος ἐξέπεσεν· =e il suo fiore cade

 

25  τὸ δὲ ῥῆμα κυρίου μένει εἰς τὸν αἰῶνα.= il parlare di Dio rimane nell’aiòn, il tempo indefinito (secoli? eternità? sempre?)(in ebraico ‘olàm’)

τοῦτο δέ ἐστιν τὸ ῥῆμα τὸ εὐαγγελισθὲν εἰς ὑμᾶς.= il parlare di Dio che si fa buona notizia verso di noi

 

Testo ebraico  di Isaia 40:

6 ק֚וֹל אֹמֵ֣ר קְרָ֔א וְאָמַ֖ר מָ֣ה אֶקְרָ֑א כָּל־הַבָּשָׂ֣ר חָצִ֔יר וְכָל־חַסְדּ֖וֹ כְּצִ֥יץ הַשָּׂדֶֽה׃

 7 יָבֵ֤שׁ חָצִיר֙ נָ֣בֵֽל צִ֔יץ כִּ֛י ר֥וּחַ יְהוָ֖ה נָ֣שְׁבָה בּ֑וֹ אָכֵ֥ן חָצִ֖יר הָעָֽם׃

 8 יָבֵ֥שׁ חָצִ֖יר נָ֣בֵֽל צִ֑יץ וּדְבַר־אֱלֹהֵ֖ינוּ יָק֥וּם לְעוֹלָֽם׃ ס

Testo di Isaia 40:

 

[1] «Consolate, consolate il mio popolo – dice il vostro Dio.

[2] Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che la sua tribolazione è compiuta, la sua colpa è scontata, perché ha ricevuto dalla mano del Signore il doppio per tutti i suoi peccati».

[3] Una voce grida: «Nel deserto preparate la via al Signore, spianate nella steppa la strada per il nostro Dio.

[4] Ogni valle sia innalzata, ogni monte e ogni colle siano abbassati; il terreno accidentato si trasformi in piano e quello scosceso in vallata.

[5] Allora si rivelerà la gloria del Signore e tutti gli uomini insieme la vedranno, perché la bocca del Signore ha parlato».

[6] Una voce dice: «Grida», e io rispondo: «Che cosa dovrò gridare?». Ogni uomo è come l’erba e tutta la sua grazia è come un fiore del campo.

[7] Secca l’erba, il fiore appassisce quando soffia su di essi il vento del Signore. Veramente il popolo è come l’erba.

[8] Secca l’erba, appassisce il fiore, ma la parola del nostro Dio dura per sempre.

[9] Sali su un alto monte, tu che annunci liete notizie a Sion! Alza la tua voce con forza, tu che annunci liete notizie a Gerusalemme. Alza la voce, non temere; annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio!

Messaggio WhatsApp inviato ai broadcasts:

Nel sangue benedetto e glorioso di Gesù Risorto. Nel suo amore. Amen.

In questo giovedì abbiamo avuto al centro della nostra lectio divina gli ultimi due versetti del primo capitolo di 1Pt: “24 Perché ogni carne è come l’erba e tutta la sua gloria come un fiore di campo. L’erba inaridisce, i fiori cadono, 25 ma la parola del Signore rimane in eterno. E questa è la parola del Vangelo che vi è stato annunciato”.

Tre cose abbiamo sottolineato in particolare in questo testo: 1) Pietro conclude il capitolo con la citazione di Is 40,1-9a, inizio del “Libro della Consolazione”, uno dei più belli della Bibbia. Israele ritorna da Babilonia, di nuovo creato come popolo dalla potente Parola di Dio. Dunque la Parola che è Gesù e che crea e guida la nostra storia è la Parola uscita dal seno del Padre da sempre; 2) Pietro scrive a dei poveri profughi all’interno dell’immenso e splendente Impero Romano (al culmine della sua gloria e potenza); eppure, dice Pietro, chi finirà appassito e marcito sarà il fiore degli Imperatori, non la fede, apparentemente poca cosa, di chi crede che il perno del mondo è Gesù Risorto e Vivente; 3) La Parola di Dio, la parola dei secoli, la Parola che ha creato e regge il mondo noi la identifichiamo con la Parola che si è fatta “rema”, parola detta e proclamata, Vangelo (secondo quanto scritto in Is 40). Accogliere, conservare, vivere il Vangelo di Gesù e su Gesù è quanto di più bello e di più duraturo possiamo fare e vivere. “In eterno”, nel senza inizio e senza fine “olàm”.

Come ogni sera abbiamo concluso con Lc 23,46: “Abbà nelle tue mani affido la mia vita”.

A risentirci, lunedì e/o giovedì, ore 21-22, digitando su google “meet.jit.si/VediamociConPrimo”.

p.s. e della lettera che ho condiviso con voi non mi dite niente?!